CIMITERO DEI CARUSI

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Il Cimitero dei Carusi è un piccolo ma toccante luogo della memoria situato nei pressi di Caltanissetta.

Fu realizzato per dare degna sepoltura alle vittime di un tragico incidente minerario avvenuto il 12 novembre 1881 nella miniera Gessolungo, in particolare ai giovani carusi, bambini costretti a lavorare sottoterra in condizioni disumane.

Il memoriale si raggiunge tramite una scalinata in pietra di Sabucina, visibile dalla strada. Il percorso conduce a un primo terrazzamento e successivamente a una seconda gradinata che porta al piano principale, dove si trova il memoriale vero e proprio.

Qui sono presenti:

  • Una riproduzione dell’imbocco di una galleria mineraria armata, con un vagoncino originale al suo interno.

  • L’immagine di Santa Barbara, patrona dei minatori.

  • Il monumento in pietra, opera dell’artista nisseno Lorenzo Lomonaco, che raffigura un caruso con una cesta di zolfo sulle spalle.

Le lapidi commemorative

Il memoriale è arricchito da sei lapidi marmoree, che riportano i nomi (quando noti) e i dettagli delle vittime dei disastri minerari:

  • Ai nove carusi senza nome, vittime del “soccorso morto”;

  • All’elenco dei 65 operai morti nell’incidente del 1881;

  • Ai 16 minatori deceduti in ospedale dopo l’esplosione;

  • Agli 8 minatori dispersi nel disastro della miniera Trabonella del 20 ottobre 1911.

Sui muretti che delimitano l’area si trovano targhe commemorative donate da associazioni locali nel corso degli anni.

Un tragico capitolo della storia nissena

L'incidente del 1881 fu causato da uno scoppio di grisù nella sezione Calafato della miniera di Gessolungo. Persero la vita 65 operai, tra cui 19 bambini dai 8 ai 16 anni. Di questi, nove non furono mai identificati. Le loro famiglie, ridotte alla fame, li avevano ceduti ai picconieri in cambio di denaro, in quella che era nota come la pratica del “soccorso morto”.

A causa delle norme religiose del tempo, i morti in miniera venivano considerati vittime di morte violenta e non potevano ricevere un funerale in chiesa. Le salme venivano benedette in fretta presso le cappelle lungo la strada dei minatori, come quella dedicata a San Micheluzzo di Pirreri.

Le Vare: arte sacra nata dal dolore

Come segno di devozione e memoria, i sopravvissuti fecero realizzare dagli artisti napoletani Francesco e Vincenzo Biangardi i celebri gruppi statuari delle Vare, che ancora oggi sfilano per le vie del centro storico il Giovedì Santo e sono custoditi presso il Museo delle Vare.

Il recupero e il riconoscimento istituzionale

Il Cimitero dei Carusi è stato recuperato e valorizzato grazie all’associazione Amici della Miniera e all’impegno di Mario Zurli. Da luogo dimenticato è diventato un memoriale visitabile, simbolo del lavoro minorile e del sacrificio umano.

Il sito ha ricevuto importanti riconoscimenti:

  • Il 25 settembre 2015, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha effettuato una visita ufficiale.

  • Nel 2021, l’allora Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha istituito la “Giornata in memoria delle vittime nelle miniere”.