Miniera Saponaro
Le miniere sfruttavano un giacimento stratiforme ricco di zolfo, con una stratigrafia tipica dell’area solfifera siciliana:
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Argille di letto
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Tripoli
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Calcare solfifero
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Gessi
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Trubi
Nella zona della Saponaro Garibaldi, il giacimento si presentava come un vero e proprio ammasso solfifero.
Storia e innovazioni
La miniera principale, Saponaro Garibaldi, fu aperta a metà Ottocento e chiusa nel 1966. Fu intitolata a Garibaldi per volontà del conte di Testasecca.
Qui vennero realizzati importanti impianti:
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Forni Gill per la lavorazione dello zolfo
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Forno Marobelli, innovativo impianto per la fusione diretta dello zolfo, poi sperimentato anche in Romagna
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Galleria Garibaldi e piano inclinato rivestito in conci di Sabucina
Cosa resta oggi
Ancora oggi si possono ammirare:
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Le strutture superstiti del forno Marobelli
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I suggestivi calcaroni con alti camini in mattoni
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La galleria Garibaldi, protetta da una cappella votiva a S. Barbara
Un patrimonio minerario da riscoprire
La Miniera Saponaro racconta un pezzo importante della storia delle miniere di zolfo siciliane, tra progresso tecnologico e fatica del lavoro minerario.
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