area archeologica di sabucina
Gli scavi condotti sulla Montagna di Sabucina hanno portato alla luce i resti di tre insediamenti successivi, risalenti a un periodo che va dal XIII all’VIII secolo a.C., appartenenti alla cultura di Pantalica Nord.
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XIII – XII secolo a.C.: l’area viene occupata per la prima volta. A questo periodo risalgono alcune capanne circolari scavate direttamente nella roccia e distribuite lungo le pendici della collina.
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XI – X secolo a.C.: in questa fase compaiono capanne a pianta circolare o mistilinea, solo in parte scavate nella roccia. Numerosi ritrovamenti ceramici, decorati con motivi in stile egeo, testimoniano vivaci scambi commerciali con le altre aree della Sicilia e la presenza di influenze micenee, popolo emigrato dopo la caduta del proprio regno.
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IX – VIII secolo a.C.: gli abitanti costruiscono abitazioni a pianta rettangolare, ispirate a modelli architettonici egei. Il villaggio fu successivamente distrutto da un incendio, come dimostrano le tracce visibili sulle abitazioni. Tuttavia, il sito rimase abitato anche dopo la distruzione, come evidenziato dai numerosi reperti in ceramica risalenti alla fine dell’Età del Bronzo.
Il Villaggio tra l’VIII e il VII secolo a.C.
Durante l’Età del Ferro, il sito fu nuovamente abitato. Gli indigeni ricostruirono le case sui resti dei villaggi precedenti. Le nuove abitazioni presentano piante sub-rettangolari o ad angoli arrotondati, spesso costituite da un solo vano o più vani disposti intorno a un cortile aperto.