RNO Monte Capodarso e Valle dell'Imera Meridionale

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Nel cuore della Sicilia, tra le province di Enna e Caltanissetta, si estende una delle aree naturalistiche più affascinanti della regione.

Seguendo il corso del fiume Imera Meridionale, tra le pendici del Monte Capodarso e del Monte Sabucina, si sviluppa un paesaggio di straordinaria bellezza, che unisce elementi naturalistici e archeologici in un contesto unico da proteggere e valorizzare.

Nel mese di ottobre 1999, la Regione Siciliana ha istituito la Riserva Naturale Orientata Monte Capodarso e Valle dell’Imera Meridionale, con l’obiettivo di tutelare e promuovere un patrimonio integrato di risorse storiche, geografiche, archeologiche, geomorfologiche, ambientali e antropiche. Questo territorio rappresenta un unicum di valore scientifico e culturale, che conserva anche i segni dell’antica attività estrattiva oggi in disuso.

La gestione della riserva è affidata all’Associazione Nazionale Italia Nostra, che sin dall’inizio ha condotto numerose attività di sensibilizzazione rivolte alle istituzioni, alla comunità locale e al mondo culturale, promuovendo la conoscenza e la fruizione sostenibile dell’area.

Il territorio e il paesaggio fluviale

La riserva si sviluppa lungo i versanti orografici del fiume Imera Meridionale, che nasce ai piedi delle Madonie e sfocia nel Mar Mediterraneo nei pressi di Licata. Lungo il suo corso riceve le acque di numerosi affluenti, tra cui i fiumi Morello e Torcicoda, caratterizzati da un andamento torrentizio e meandriforme.

In corrispondenza delle anse più ampie, l’acqua del fiume tende a creare meandri abbandonati, simili a stagni, che costituiscono habitat ideali per la nidificazione di numerose specie animali, alcune delle quali a rischio di estinzione. Il paesaggio fluviale è arricchito dalla vegetazione rupestre e mediterranea, oltre che da ecosistemi acquatici ricchi di biodiversità.

Geomorfologia e flora

Tra gli elementi più caratteristici dell’area vi sono i calanchi, formazioni geomorfologiche di grande impatto visivo, che contribuiscono a definire l’identità del paesaggio. In queste zone si trovano anche specie vegetali endemiche e rare, come l’Aster sorrentini e la Lavatera agrigentina, che rendono la riserva un luogo di grande interesse botanico.