Borgo contrada gulfi
L’agglomerato di Borgo Gulfi è formato da numerose grotte scavate nella roccia, testimonianza di un passato millenario. Si ipotizza che queste cavità fossero originariamente parte di una necropoli preistorica, successivamente riadattata durante il Basso Medioevo come abitazioni da contadini e pastori.
Il territorio di Gulfi è documentato già nel 1793 dallo storico nisseno Camillo Genovese come allodio del territorio di Caltanissetta, con un’estensione di circa 380 ettari. Successivamente, nella “Pianta topografica del territorio del comune di Caltanissetta” redatta nei primi dell’Ottocento, Gulfi è menzionato tra gli ex feudi e terre comuni.
Architettura del Villaggio Rupestre
Il villaggio rupestre è caratterizzato da:
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Grotte a più ambienti, accessibili tramite scalini scavati nella roccia.
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Ingressi chiusi da muri in pietrame, con aperture per porta e finestra.
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Invasi squadrati all’interno, probabilmente utilizzati come dispense per la conservazione degli alimenti.
Tra la fine del Settecento e l’inizio del Novecento, le grotte di Borgo Gulfi furono abitate stabilmente da contadini che lavoravano il feudo di Gulfi.
Declino e Distruzione
Nei primi decenni del Novecento, l’area di Gulfi fu di proprietà di un gerarca locale e, successivamente, della famiglia Pastorello. Negli anni Ottanta del Novecento, purtroppo, l’apertura di una cava distrusse gran parte dell’antico insediamento rupestre, compromettendo per sempre un patrimonio storico e archeologico di inestimabile valore.
Cosa Rimane Oggi
Nonostante la devastazione parziale, Borgo Gulfi conserva ancora alcune grotte visitabili e angoli che raccontano una storia affascinante, sospesa tra archeologia e cultura contadina. È una meta ideale per appassionati di storia locale, archeologia e turismo rurale.